Perché ha sentito l’esigenza di scrivere questo libro?
“Dopo trenta anni dalla tragedia del 1 maggio 1994 ho voluto risentire i protagonisti che hanno incrociato la loro vita con la tragedia di Ayrton. Partendo dall’inchiesta giornalistica che avevo seguito per Autosprint ho raccolto informazioni, documenti e racconti inediti che permettono di scoprire la grandezza di un campione che è diventato un mito anche attraverso la sua morte in… diretta tv”.
Ci dica un solo aggettivo che qualifica la sua opera.
“Definitivo”.
Il suo libro è nella cinquina finalista del Premio Invictus: sarà il più votato dalla giuria perché…
“Narra una tragedia, ma fa emergere un personaggio che non è morto: il ricordo di Senna è vivo nelle nuove generazioni degli appassionati. E c’è la voglia di conoscere tutta la storia nei minimi dettagli”.
